mercoledì 8 maggio 2013

Il M5S e quei NO che pesano più delle proposte politiche

Ho letto con attenzione il post che Beppe Grillo ha pubblicato sul suo blog e, devo dire, che sono rimasto sorpreso per due ragioni: la prima è che le proposte che vengono portate avanti mi sembrano in parte molto sensate; la seconda è che non si capisce come mai una forza politica del 25% non sia in grado di imporre la propria agenda a questo Governo dell’inciucio e come mai quelle proposte rimangano pura testimonianza culturale.

Nel blog di Grillo espressamente, a proposito del DEF (il Documento di economia e finanza che impegna il governo ad attuare i provvedimenti prioritari e a riconsiderare il quadro di finanza pubblica nel biennio 2013-2014) si legge di istituire il “Reddito di cittadinanza”, di intensificare la lotta alla corruzione e alla concussione, realizzare una banca nazionale di investimenti dedicati alla PMI e liberi professionisti, definire una strategia di lotta al lavoro nero, velocizzare i pagamenti dei debiti dello Stato con le imprese e i cittadini, adottare politiche finalizzate al rifinanziamento della sanità, sviluppare una politica energetica che punti chiaramente alla riduzione del consumo di combustibili fossili a favore delle fonti rinnovabili. Un programma bello, chiaro e realizzabile (pur non con pochi sacrifici economici).

Ma sarebbe utile a tutti noi, compresi gli elettori ‘grillini’, sentire dal M5S come si possa realizzare un progetto così generoso e ambizioso per il nostro Paese. Non vorrei ricevere quelle risposte, pur serie e apprezzabili, del tipo ‘i soldi li prendo da lì e li metto qui’, ma piuttosto concretamente vorrei sapere come è possibile oggi, dopo aver detto di ‘no’ agli 8 punti proposti più di un mese fa da Bersani e il suo frantumato Pd, come è possibile oggi recuperare quel consenso parlamentare che servirebbe per realizzare quanto proposto dal M5S. Quel consenso parlamentare che forse (sottolineerei frose) col Pd si sarebbe raggiunto.

Quei tanti ‘no’ al Pd pesano più delle tante proposte fatte, perché dei tanti punti che si dovrebbero raggiungere per migliorare l’Italia, forse anche realizzarne soltanto uno sarebbe risultato A) un passo avanti per il popolo italiano, B) una vittoria del M5S, e C) una sconfitta per tutti gli altri. Ma purtroppo mi sembra di capire che il M5S abbia voglia di fare la stessa opposizione che per vent’anni ha fatto la sinistra italiana: pura testimonianza culturale. Quel grande contenitore della sinistra è apparso, ad un certo momento, come un grande palloncino sgonfio ed è questo che rischia pericolosamente il M5S.

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